In Puglia la questione centrale degli impianti eolico-fotovoltaici era data dalla possibilità, prevista dalla legge regionale 31/08,  di installare gli stessi con semplice DIA  per potenze fino ad un megawatt (mille Kw); da qui lo scempio del territorio pugliese e salentino al quale abbiamo assistito negli ultimi mesi. Ma la Corte Costituzionale ha fatto giustizia; con la sentenza 119 del 22 marzo 2010 ha stabilito l’incostituzionalità dell’art. 3 della predetta legge regionale che prevedeva la famigerata DIA; così argomenta la Corte:

“La costruzione e l’esercizio degli impianti da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse, sono soggetti all’autorizzazione unica, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico (art. 12, comma 3, del d.lgs. n. 387 del 2003). Sussiste una procedura autorizzativa semplificata in relazione agli impianti con una capacità di generazione inferiore rispetto alle soglie indicate (tabella A, allegata al medesimo decreto legislativo), diversificate per ciascuna fonte rinnovabile: agli impianti rientranti nelle suddette soglie si applica la disciplina della DIA, di cui agli articoli 22 e 23 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), da presentare al Comune competente per territorio.”In altri termini le soglie per la DIA sono queste:

Fonte Soglie
1.Eolica 60 kW
2.Solare fotovoltaica 20 kW
3.Idraulica 100 kW
4.Biomasse 200 kW
5.Gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas 250 kW

per tutte le potenze superiori il ricorso deve essere all’Autorizzazione Unica, e cioè ad un  procedimento amministrativo molto piu’ articolato e dettagliato che deve valutare e considerare  adeguatamente l’opera, il territorio su cui si insedia, l’impatto ambientale e tutti gli altri criteri di adeguatezza dell’impianto: altro che denuncia di inizio attività. Fine delle speculazioni !!

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