maggio 2010


In Italia, sin dal 1969, era chiaro che non avevamo un Ministero degli Interni ma un Mistero degli Interni; negli ultimi anni tra i dicasteri incomprensibili si è aggiunto il ..Mistero delle Finanze; e fin qui ci stava pure visti i balletti piu’ o meno mascherati di dati e cifre; ma che addirittura si arrivasse ad un ..Mistero degli Esteri non era in preventivo: ma tant’è! Mentre tutto il mondo ha condannato senza esitazioni l’attacco della marina israeliana contro Freedom Flottilla i rappresentanti degli Esteri italiani, invece, si sono espressi misteriosamente così:

Fiamma Nirenstein – Vicepresidente della commissione Esteri della Camera: “Esprimo grande rammarico per i morti e i feriti, ma è necessario sottolineare che la flottiglia ha portato avanti una provocazione che nulla ha a che vedere con intenti umanitari, altrimenti avrebbe accettato la richiesta che Israele le rivolgeva da giorni di far attraccare le navi al porto di Ashdod per essere ispezionate prima di far passare i doni a Gaza. La flottiglia ha invece raggiunto il proprio obiettivo, ovvero creare una grave crisi nei rapporti internazionali con un’azione di disturbo da parte di gruppi simpatizzanti di Hamas a bordo della nave. L’organizzazione terroristica, va ricordato, ha giurato di distruggere Israele e governa la Striscia di Gaza illegalmente da 3 anni danneggiando in primis la popolazione palestinese” Alfredo Mantica – Sottosegretario agli Esteri :”Non ho ancora elementi sufficienti per capire cosa sia successo ma la questione era nota da giorni. Questa vicenda si può classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico… Possiamo discutere sulla reazione israeliana, ma pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda. Credo che in operazioni di guerra così delicate queste azioni spettacolari servano solo a peggiorare la situazione e a rendere ancora più impraticabile la strada del dialogo… Mi pare, che sia in atto una voluta provocazione per vedere fino a che punto Israele reagisce. Poi, sul merito della reazione israeliana, non do giudizi perchè ancora non conosco bene i fatti ma sperare che Israele non reagisse era un’illusione. Il principio della rappresaglia israeliana è un principio conosciuto nel mondo”
Franco Frattini – Ministro degli Esteri: “Per una versione definitiva sarà necessario attendere maggiori informazioni da Israele”, Meir ha detto che l’esercito israeliano è stato “costretto a reagire” dopo la decisione della Flottilla di “forzare il blocco… secondo quanto dichiarato dagli stessi organizzatori, la missione non era ”’destinata a consegnare aiuti umanitari, ma a rompere l’assedio di Israele”.

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Una sensazione di totale logoramento e di malinconico disfacimento è quella che sta producendo in queste settimane la politica nel suo complesso. Bastava guardare l’altro giorno l’emiciclo di Montecitorio scandalosamente vuoto mentre l’argomento era la crisi della Grecia e cioè una crisi che riguarda tutti noi nessuno escluso. Ma la morte della politica precede di molto anche questo governo. La sintesi del decadimento è riportata magistralmente in un pezzo di Mario Ajello pubblicato ieri sul Messaggero.

Sta riprendendo a girare su molti indirizzi di posta elettronica una mail di qualche tempo fa di questo tenore:

Orbene, la mail,  nel denunciare una disarmante verità, suggerisce due riflessioni forti.

La prima. Per l’elezione al Parlamento (ma anche per una elezione a consigliere regionale) il candidato spende mediamente dai 200 ai 400 mila euro con picchi che arrivano anche ad un milione di euro; pertanto, in molti casi, non basterebbe lo stipendio di tutto il quinquennio per rientrare dai costi vivi; ergo… i candidati non ambiscono allo stipendio ma evidentemente ad altri ristori non istituzionali che il sistema delle connivenze e delle vaste corruzioni garantisce. Da qui la necessità non piu’ procastinabile di una normativa anticorruzione ampia e minuziosa da applicare subito anche ai casi in corso e che escluda ora per allora ogni possibile condono, sconto di pena o patteggiamento: una sorta di “codice etico-penale speciale” in grado di riposizionare la politica entro i binari della rigorosità morale.

Seconda riflessione. Se  anche fosse, in un auspicabile futuro,  il solo stipendio l’unica remunerazione dei nostri parlamentari (o consiglieri regionali) lo stesso dovrebbe essere equiparato ai risultati ottenuti, sia in termini generali dalla collettività (miglioramento delle condizioni di vita, aumento dell’occupazione ecc.), che in termini individuali dal singolo parlamentare ( proposte di legge, interventi, interrogazioni ecc.). Cio’ presuppone una rivoluzione culturale che modifichi l’essenza del parlamentare da politico-super privilegiato a politico-servitore dello stato.

Se si accettano le premesse contenute nelle riflessioni, ne deriva che, negli ultimi 15 anni, i nostri parlamentari ( o consiglieri regionali) hanno prodotto talmente poco e talmente male che non solo lo stipendio di questa casta risulta esorbitante e scandaloso ma, in molti casi, ricorrebbero perfino le condizioni per vere e proprie azioni di rivalsa e di risarcimento del danno da parte dei cittadini danneggiati.