Gli amici di Bari di Beppe Grillo  scrivono sul  suo sito il 25/6/2011:

La Puglia “migliore” di Vendola, dopo sei anni continui di amministrazione regionale, è riuscita a portare la raccolta differenziata ad un misero 20%. (dati regione Puglia). La domanda nasce spontanea: “La percentuale è così bassa perché non sono in grado di organizzarla oppure perchè hanno interesse a che si costruiscano gli inceneritori?”. A voi la risposta, ma un dato di fatto è innegabile. Il gruppo Marcegaglia rappresenta in Puglia una delle potenze economiche regionali di maggior peso per la gestione dei rifiuti (proprietaria dell’inceneritore di Cerignola, Massafra e Modugno più aziende per la produzione di CDR e discariche). Appare chiaro che la Marcegaglia potrebbe in qualsiasi momento scatenare una crisi economica o l’emergenza rifiuti nella nostra regione. Questo regime di monopolio crea una potenziale ricattabilità di cittadini e amministratori. I cittadini sono preoccupati per l’inquinamento dell’incenerimento dei rifiuti e di questo è consapevole lo stesso governatore pugliese. Infatti è in arrivo a Taranto, una tra le città più inquinate d’Italia, un polo oncologico privato, il San Raffaele di Milano, finanziato con 120 milioni di euro pubblici. Se per alcuni italiani Vendola potrebbe rappresentare l’ultima scialuppa di salvataggio, possiamo assicurarvi che tanti pugliesi preferirebbero piuttosto annegare. Gli inceneritoristi non si arrenderanno mai (ma gli conviene?), noi neppure!

Al riguardo così risponde Sinistra Ecologia e Libertà sul proprio sito:

“In sostanza, come stanno le cose: nel 2005, anno del primo mandato Vendola, gli impianti previsti dal piano Fitto (5) erano stati già appaltati relativamente alla loro gestione. A questi appalti erano seguiti anche diversi contenziosi amministrativi, per lo più promossi dalle ditte concorrenti e escluse dall’aggiudicazioni. La giunta Vendola ha bloccato tutti gli inceneritori previsti nella parte pubblica. Al contrario, non ha potuto bloccare la parte privata (della Marcegaglia, progettata in Capitanata), poiché questa è regolamentata da normative nazionali e comunitarie e non da leggi regionali.

La battaglia contro gli inceneritori è sacrosanta e bene si fa a promuovere campagne di denuncia sulla dannosità degli stessi al fine di far crescere la consapevolezza dei più, e in particolare della classe politica, sulla dannosità che essi hanno sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Ma la vittoria la conseguiremo solo e se riusciremo a cambiare la normativa vigente.”

Noi ci limitiamo a ribadire quanto già sottolineato su questo blog il 27 febbraio scorso ( v.  Inceneritore…di cosa parliamo?) e cioè che:

“Indipendentemente dalla normativa vigente, in molti paesi tecnologicamente avanzati, come l’Olanda, è in atto una politica (quella vera con la P maiuscola) che prevede la progressiva chiusura degli inceneritori, a favore di prevenzione e raccolta differenziata; mentre in altri paesi, come Finlandia, Grecia e Irlanda, gli inceneritori semplicemente non esistono. Questa è la direzione virtuosa che vogliono i cittadini sani di mente (cioè la maggior parte) e che in Italia si deve perseguire con o senza Berlusconi, con o senza Vendola, con o senza Grillo !

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