Da una disamina attenta di tutti i sondaggi elettorali pubblicati sino ad ora, di qualunque colore e matrice (IPR, Piepoli, Demopolis, Ispo, Ipsos ecc.) e visibili sul Dipartimento per l’Informazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ( http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/ListaSondaggi.aspx?st=SONDAGGI ), emergono elementi che, perlomeno dal punto di vista politico, appaiono ormai consolidati e suggeriscono alcune considerazioni sostanziali:

– la coalizione di CS ha complessivamente un margine superiore di 4/5 punti percentuali rispetto a quella di CD ( 35% rispetto a 30%);

– la coalizione di CS, in virtù della legge elettorale per il Senato, non avrà la maggioranza in questo ramo del Parlamento ( ne conseguono accordi post elettorali con altre forze politiche differenti rispetto ai contenuti dell’alleanza di CS);

– SEL di Vendola non travalica la forchetta del 3,5/4,00% ( la conseguenza, per il CS ed il PD, è quella di un alleato scomodo ma poco rappresentativo);

– la Lega Nord, con un range che si attesta tra il 5 e il 5,5%, è confinata su una rappresentanza a base regionale che comporterà visibilità politica solo in caso di vittoria alle regionali di Lombardia;

– il PDL dovrà strutturare da solo l’iniziativa politico-parlamentare dell’opposizione di CD, stante l’irrilevanza degli altri alleati ( La Destra che oscilla tra l’1,00 e l’1,5%, Fratelli d’Italia con un range anche inferiore, Grande Sud inesistente);

-il M5S, con una rappresentanza che oscilla tra il 16 e il 18%, sale alla ribalta del palcoscenico parlamentare con un numero di deputati e senatori adeguato rispetto alle proposte, le iniziative ed i controlli di trasparenza che il movimento intende praticare;

– la Lista Civica di Monti ( range tra il 9,00 e il 10,00 %) consegue una rappresentanza dignitosa ma destinata ad incidere politicamente solo in caso di accordo post elettorale con il CS;

– UDC e FLI ( il primo con una forchetta tra il 2,00 e il 2,5%, il secondo con un limite inferiore all’ 1%) vedono ridotta al minimo la rappresentanza elettorale, e di conseguenza, anche la presenza/iniziativa politica;

– dei due Movimenti ( con candidato premier) nati a ridosso della campagna elettorale ( Fare per Fermare il Declino di Giannino e Rivoluzione Civile di Ingroia) il primo si attesta su un range ( tra l’1,00 e l’1,5) che non consentirà rappresentanza parlamentare, il secondo acquisisce un risultato ( range tra il 4,00 e il 5,00%) da considerare minimo rispetto alle aspettative dei promotori.

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