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di  Sergio Di Cori Modigliani  pubblicato su http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

Potrebbe (e a mio avviso dovrebbe) essere “la mamma di tutte le immondizie italiane”.
Parliamo qui, ancora, della vicenda relativa a Monte dei Paschi di Siena.
Stanno già facendo tutto per annacquare la vicenda, camuffarla, nasconderla, occultarla e infine insabbiarla.
Tireranno fuori le notizie più strane, in questi rimanenti giorni di campagna elettorale, per distrarre l’attenzione e fare in modo che l’opinione pubblica non si interroghi e che la gente non pretenda di voler sapere.
Dipende da noi tutti agitare le acque in modo tale da inondare il territorio mediatico (quantomeno sul web) di una valanga di domande alle quali è nostro diritto esigere delle risposte immediate e pertinenti.
Senz’altro avremmo saputo qualcosa da Corradino Mineo su rai news 24. Non è più possibile: è candidato capolista per il PD in Sicilia.
Qualcosa di davvero intelligente (perché l’uomo lo è senz’altro e molto, oltre ad essere molto pertinente essendo uno dei più grossi esperti italiani dei meandri del potere del nostro sistema bancario) avremmo potuto sapere leggendo sul Corriere della sera gli entusiasmanti editoriali finanziari di Massimo Muchetti ma non sarà possibile perché è candidato capolista a Milano nelle fila del PD. Avremmo (forse) potuto sapere qualcosa da altri 25, ma sono tutti candidati. Quindi staranno tutti zitti.
E’ per questo li hanno candidati (?) Ed è per questo che sulla stampa mainstream non leggeremo e non sapremo nulla. Basterebbe fare le domande giuste.
Perché nel campo specifico della professione giornalistica, ciò che conta per davvero consiste nella “qualità delle domande che si pongono”. E’ soltanto questa la differenza tra un bravo giornalista che onora la professione e i nostri impiegati della cupola mediatica.
Sono le domande, quelle che contano.
Domande che inchiodano, che obbligano a delle risposte che non possono essere evase. Ecco le tre domande che andrebbero poste all’on. Silvio Berlusconi, presidente del PDL.
1) “ Ci risulta, come confermato dagli atti ufficiali, che la società di intermediazione finanziaria statunitense Goldman Sachs abbia affidato al giornalista Gianni Letta, ai tempi deputato eletto nelle sue liste, la mansione di gestire, sovrintendere e chiudere la compravendita tra Monte dei Paschi di Siena e Banca Antonveneta. Come mai, non essendo l’on. Gianni Letta né un esperto di sistemi bancari, né un esperto in tecnica bancaria, né un banchiere, né ufficialmente parte in causa, è stato scelto per tale delicato lavoro che presuppone una corposa e specifica competenza tecnica?”
2) “ Ci risulta, come provato da atti ufficiali, che, strada facendo, sia stata accorpata anche la società di intermediazione finanziaria statunitense J. P. Morgan, attraverso, pare, la partecipazione attiva e personale del direttore responsabile marketing per le operazioni europee, Mr. Monti jr. Come mai? Perché sarebbero state scelte queste due società straniere essendo l’Italia piena di eccellenti società di intermediazione finanziaria ad alti livelli sia di merito che di competenza tecnica garantita?”
3) “ Come mai, essendo il Monte dei Paschi di Siena una banca di interesse nazionale, considerata “strategica” all’interno del mondo finanziario-economico italiano, l’on. Gianni Letta, venendo meno ai suoi obblighi di Legge, non ha riferito, punto per punto, l’intero percorso operativo al presidente della Consob, alla ABI (Associazione Bancaria Italiana) a Bankitalia, al Ministero del Tesoro, e –essendo coinvolte società non italiane in un ambito di rilevanza strategica- anche al Ministero della Difesa?”.
In seguito alla dichiarazione pubblica, rilasciata sabato 26 gennaio da Pier Luigi Bersani, che ha detto: “Se c’è qualcuno che osa sostenere che il PD c’entra in un qualunque modo in questa vicenda, ebbene, noi lo sbraniamo vivo” bisognerebbe porre le seguenti domande al Presidente del PD, on Rosy Bindi e quindi mettersi nelle condizioni di essere sbranato vivo:
1) “ Sulla base di atti provati e già in possesso sia delle autorità finanziarie che della magistratura che sta indagando sulle dubbie operazioni finanziarie del Monte dei Paschi di Siena, risulterebbero le seguenti emissioni di bonifico bancario a favore del partito da lei presieduto: da parte di Giuseppe Mussari, presidente della banca, versamento di 246.000 euro; da parte del vice-presidente della banca Monte dei Paschi di Siena, Ernesto Rabizzi 125.000 euro. Da parte del presidente della società denominata “Monte dei Paschi di Siena Capital Service” la cifra di 176.063 euro destinata – nello specifico – alla federazione del Partito Democratico di Siena. Da parte di Riccardo Margheriti, presidente di “Monte dei Paschi di Siena Banca Verde” la cifra di 132.890 euro con la specifica destinazione per investimenti nel settore della green economy a fronte dei quali non esiste nessuna fattura emessa. Infine, da parte di Alessandro Piazzi, consigliere della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, la cifra di 161.400 euro. Le domanda sono le seguenti: come mai sono stati versati questi soldi al PD? A quale titolo? A fronte di quali specifiche mansioni? Come mai risultano inviate ma non sono state immesse in bilancio? Come mai risultano incassate ma non sono state immesse nel bilancio del PD?”.
2) “ Risulta agli atti che il presidente del Monte dei Paschi di Siena abbia provveduto a far avere al gruppo politico DS nell’arco di dieci anni, dal 1999 al 2009, la cifra complessiva di 682.000 euro. Come mai? In base a quale mansione specifica? Come mai non risulta iscritta in bilancio né in uscita presso la banca né in entrata presso il gruppo DS – tuttora esistente nonostante sia estinto – Tale gruppo estinto è confluito nel partito da lei presieduto, lei che cosa ha da dire al riguardo? Risulta, inoltre, che il presidente della fondazione bancaria abbia “personalmente” versato la cifra di 703.000 euro alla federazione del PD di Siena. A quale titolo? Come mai non sono stati conteggiati”.
Queste sono le domande (parliamo qui davvero di quisquilie e di robetta) che andrebbero poste. Non si tratta soltanto di curiosità. Queste sono le attività di una banca nazionale strategica che è posseduta al 39,6% da una fondazione che è stata identificata e definita da atti parlamentari ufficiali come “ente benefico” e di conseguenza gode del diritto di non subire alcuna forma di tassazione.
Da cui se ne ricava la seguente situazione: l’Italia è una nazione – “ed è ufficiale” – nella quale le banche possono non pagare le tasse se fanno beneficenza; tale beneficenza si manifesta nell’inviare dei bonifici bancari alle federazioni dei partiti direttamente da parte del management direttivo che considera tale pratica come norma consuetudinaria. Poiché non sono sottoposti ad alcun controllo, ritengono di non dover risponderne alla cittadinanza.
Con l’aggiunta della consueta pantomima elettorale mediatica, costruita per i gonzi, a firma del re degli imbonitori, il nostro Berluska, il quale –immagino- dinanzi al panico dei suoi amici e soci in affari (dal PD all’Udc, passando per tutti, nessuno escluso) deve averli tranquillizzati sostenendo il suo emblematico “ghe pensi mì”. E così, tira fuori una idiota gaffe da operetta a proposito del fascismo, con la cupola mediatica complice che si butta appresso riempiendo i giornali di opinioni, discussioni, distinguo, chiarimenti. Di tutto.
La mia serena opinione è che per tutti i grossi pescecani partitici, oggi, ciò che conta, è sviare l’attenzione dall’affaire Monte dei Paschi di Siena, “la mamma di tutte le immonde schifezze italiane”. Qualunque cosa purchè se ne parli sempre di meno. Qualunque diversivo, gossip, menzogna, fantasia. Va bene tutto. Basta che la gente non cominci a pretendere la verità su ciò che, ora dopo ora, comincia a delinearsi sempre di più come la autentica cassaforte del club dei club: il tavolo italiano dove la massoneria reazionaria, il vaticano, i partiti italiani e i colossi finanziari anglo-statunitensi, si sono sempre incontrati per decidere chi governa, come governa, chi deve contare, chi non lo deve. E soprattutto a chi è necessario dare soldi e quanti e quando e dove. Perché, per loro, ciò che conta, in questa campagna elettorale è soltanto questo: il profitto netto che i partiti-azienda sono in grado di assicurarsi grazie al voto di chi crede in loro. Questa è la realtà dei fatti, oggi.
Questa è la stessa banca che, nell’arco del solo 2012, ha provveduto a negare crediti a circa 15.000 piccole imprese nel territorio della regione Toscana e in Emilia Romagna, le quali sono andate in liquidazione e sono fallite.
Una banca che ha prodotto dissesto e disoccupazione, in nome della beneficenza.
Abbiamo il diritto di esigere e pretendere il default immediato di questa classe politica indecente, perché se non vanno in default loro, ci andiamo noi.
Ultima domanda a tutti: “Come mai un ente benefico rifiuta il credito alle imprese che danno lavoro e occupazione ma regala dei soldi a un partito?”.
Il titolo di MPS va al rialzo e la borsa gongola.
Si sono fatti i loro conti.
Non sarebbe splendido, il 26 febbraio, poter dire: ”Signori, avevate fatto i conti senza l’oste
Noi, siamo l’oste. Non dimentichiamolo.
Buona settimana a tutti.” Sergio Di Cori Modigliani

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La crisi sistemica iniziata il 9 agosto 2007, dopo cinque anni e cinque mesi non dà segni di risoluzione. Non potrebbe essere diversamente. La matrice strutturale che l’ha scatenata non è stata scalfita. Al contrario, il sistema bancario ombra (gli intermediari non regolati, Hedge Funds, Investment Banks, Fondi di Private Equity, Merchant Banks mascherate da banche commerciali, che operano fuori borsa ad altissimo rischio di solvibilità dell’attivo), il vessillifero della finanza predatoria ha aumentato i propri assets a 67.000 miliardi di dollari (al 31.12.2011), il 111% del Pil mondiale, rispetto ai 62.000 miliardi di dollari del 2007, anno di inizio della crisi. Il sistema bancario ombra negli Stati Uniti detiene il 53% dell’attivo totale del sistema bancario, nei paesi dell’eurozona il 38%. Correlativamente il mercato dei derivati Over the Counter, non dà segno alcuno di ravvedimento (il disastro delle obbligazioni subprime ha trovato in quel mercato il terreno elettivo di coltura) e si è stabilizzato intorno ai 630.000 miliardi di dollari, dieci volte il valore del Pil mondiale.La crisi è stata gestita attraverso l’immissione di dosi, addirittura crescenti, della medesima tossicità finanziaria che l’ha generata, combinata con politiche di austerità fiscale che ne enfatizzano gli effetti recessivi. Alla stessa stregua di un malato di cirrosi epatica al quale il medico continuasse a somministrare dosi crescenti di alcol imponendogli, contestualmente, diete violente e salassi ricorrenti!Aver salvato il sistema bancario e finanziario mondiale, grazie agli interventi di ricapitalizzazione e sottoscrizione di garanzie dei Governi con effetti dirompenti sui deficit e sui debiti pubblici, senza procedere ad una rigorosa regolazione, ha rappresentato il peccato originale della politica e la dimostrazione impietosa della sua sudditanza servile alla finanza canaglia. La finanza anarchica e globale, salvata ma non regolata, ha trasformato i debiti sovrani dei Paesi europei più esposti (Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia) in praterie indifese sulle quali organizzare, a turno, lucrose e periodiche razzie.Lo spread è la misura della sanzione che i più deboli devono pagare per non fallire.Esiste, senza dubbio, una componente di debolezza obiettiva nelle dimensioni dei debiti sovrani a rischio, ma è altrettanto incontestabile che la componente maggiore dello spread derivi dalla speculazione sui Credit Default Swaps dei Bond sovrani, titoli che garantiscono contro l’insolvenza dell’emittente senza richiedere il possesso del sottostante, ovvero dei titoli di stato stessi.La dittatura della finanza predatoria sull’economia mondiale, che si concretizza nel carry trade quotidiano, ovvero in arbitraggi infiniti, grazie all’high frequency trading, su azioni, obbligazioni, commodities, tassi, cambi, in Europa, oggi, prende la forma degli andamenti erratici degli spreads. Dai quali derivano:

1 l’aumento dei tassi di rifinanziamento dei debiti sovrani in scadenza;

2 l’aumento dei tassi sulla raccolta bancaria;

3 la caduta del valore dei titoli sovrani;

4 la creazione di minusvalenze nei portafogli delle banche che detengono grandi quantità di titoli sovrani;

5 la rarefazione dei finanziamenti nel mercato interbancario internazionale a danno delle aziende di credito dei Paesi a rischio default ;

6 la necessità delle banche dei Paesi a rischio di rafforzare le garanzie di solvibilità attraverso aumenti di capitale; riduzione degli attivi: dalla contrazione dei crediti, all’aumento dei tassi sui finanziamenti, alla vendita di assets; tagli drastici dei costi operativi e dei costi del personale; ingenti riduzioni dei livelli occupazionali;

7 la trasmissione di impulsi recessivi all’economia che si ribaltano sulle stesse aziende di credito nella forma di crescita elevata delle partite deteriorate (crediti scaduti, crediti ristrutturati, incagli, sofferenze), delle perdite su crediti, delle rettifiche su crediti, del crollo della redditività .

È la complessità brutale e violenta della dittatura della finanza predatoria e dello spread, del capitalismo finanziario deregolato e globale col quale ogni giorno, nella nostra apparentemente appartata quotidianita’, dobbiamo fare i conti.

Siamo all’interno di una crisi senza fine, la più grave dalla prima grande crisi dell’Ottocento (1873/1895) che incubò la prima guerra mondiale, e dalla depressione degli anni Trenta del secolo scorso dalla quale si uscì con il secondo conflitto mondiale.

Leggi la lettera al sindaco Fitto per Avioporto

Ormai anche l’ARPA  (massima autorità per la prevenzione e la tutela dell’ambiente) lancia l’allarme del fotovoltaico selvaggio in Puglia. Normativa regionale a maglie larghe, stravolgimento del quadro ambientale, escamotage delle DIA, difficoltà a smaltire il silicio degli impianti dismessi. E’ una critica durissima che giunge, anche se con ritardo,da una fonte inoppugnabile. A questo punto in Puglia e nel Salento deve iniziare sul fotovoltaico, ma piu’ in generale sulle cosiddette energie rinnovabili, una stagione di riflessione e di presa d’atto degli scempi territoriali già provocati: una stagione che favorisca una visione sistemica e razionale del problema al di là e al di sopra dei proclami politici, delle pubblicità elettorali e dei soliti interessi di pochi privilegiati contrapposti ai danni provocati all’intera collettività.

Anche Angelo Tondo di “Io Sud” dice basta al fotovoltaico selvaggio. Noi lo diciamo da molto tempo..ma i politici purtroppo arrivano sempre con ritardo!

Numerose famiglie di Torremozza, e precisamente 23, inoltrano una formale petizione al sindaco di Maglie Antonio Fitto per impedire la realizzazione di un impianto industriale fotovoltaico nella loro contrada

Gli abitanti di Torremozza presentano una formale diffida al Sindaco di Maglie e a tutte le autorità competenti contro l’ipotesi di installazione nella loro contrada di un impianto fotovoltaico da un megawatt (1000 Kw)